“ECCOMI” E’ IL MIGLIORE ROMANZO DEL 2016. JONATHAN SAFRAN FOER INCANTA IL PUBBLICO DI MILANO.

 

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Jonathan Safran Foer intervistato dal giornalista Marzio Breda lo scorso 15 Febbraio a Milano.

<< Essere presenti a se’ stessi e alla propria vita >>, questa e’ la sfida.

Lo scrittore americano è stato premiato il 15 febbraio scorso alla Triennale di Milano per “Eccomi”, giudicato il migliore romanzo dell’anno da “La Lettura”. Ecco come è andata:

Alcune persone iniziano ad affollare il corridoio d’entrata della Triennale già dal primo pomeriggio. Ci sentiamo particolarmente affabili e in vena di chiacchiere, complice la giornata luminosa e incredibilmente mite o – più probabilmente – la comune passione per la (buona) letteratura e la curiosità per l’evento a cui stiamo aspettando di assistere: Jonathan Safran Foer incontrerà il suo pubblico nello spazio raccolto e suggestivo del Teatro dell’Arte e verrà premiato con un’opera dell’artista contemporaneo Pino Pinelli per il suo ultimo romanzo – “Eccomi” – pubblicato in Italia da Guanda e capace di catalizzare l’attenzione dei media e di una vasta platea di lettori, che già ne avevano apprezzato le precedenti opere. In coda ci sono molte signore di mezza età, tanti caschetti grigi ed eleganti che conversano amenamente lasciando nell’aria il profumo inebriante di fragranze costose. Non altrettanto numeroso il pubblico maschile, principalmente rappresentato da mariti un po’ recalcitranti e brontoloni, trascinati lì con ogni probabilità da mogli zelanti (i caschetti argentei). Pochi (o, comunque, non molti) i giovani. Che rabbia, ma così è.

Dalle frasi di circostanza ai consigli di lettura il passo è breve. Dal canto mio, non vedo l’ora di attaccar briga e di sondare gli appetiti letterari dei miei compagni di attesa. Finisce che in pochi minuti – smartphone alla mano – è tutto uno scambiarsi di titoli, impressioni, ricordi. Bellissimo. Mi sembra di essere tornata al mio lavoro di libraia. Mezz’ora prima dell’evento – inizio previsto alle ore 18 – arriva Marco Missiroli, che curerà il prologo. Le signore che hanno avuto la sfortuna di avermi tra i piedi sono reduci da un seminario intensivo sullo scrittore riminese: quanti anni ha, cosa fa, cosa ha scritto (questo prima di tutto, dai), in quali paesi sono tradotti i suoi libri e con quale titolo. Basta informarle che è proprio quello lì con la giacca blu per ‘dare il la’ a un coro di squittii sommessi. Siamo umani, del resto.

Si entra. In teatro si respira l’atmosfera elettrizzante e concitata che è tipica dell’attesa. Marco Missiroli mi presenta Jonathan e io dimentico in una frazione di secondo tutte le domande tattiche che mi ero ficcata in testa così, perché si sa mai, mica vai a un evento del genere senza aver studiato. Paralizzata dall’emozione torno in platea, non ho ancora riguadagnato il mio posto che già ho maledetto la mia stupidità dieci volte almeno. Siamo umani, atto secondo.

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Oltre a “Eccomi”, pubblicato in Italia da Guanda (prima edizione italiana: agosto 2016 ), Jonathan Safran Foer è autore di altri due romanzi: “Ogni cosa è illuminata”, pubblicato nel 2002 (la prima edizione italiana è del 2004) e “Molto forte incredibilmente vicino”, uscito nel 2005 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 2007.

Si comincia con i saluti di rito: ad aprire le danze sono Clarice Pecori Giraldi – presidente della fondazione La Triennale – e Luciano Fontana – direttore del Corriere della Sera. A seguire prende la parola Antonio Troiano – responsabile de “La lettura” – che passa la palla a Marco Missiroli. Con il prologo dello scrittore riminese si entra propriamente nel vivo della serata. In teatro non vola una mosca. Le signore reduci dal seminario improvvisato (vedi sopra) si esibiscono in espressioni di elegante e contenuta meraviglia (quando in una cosa ci credo davvero, so essere piuttosto convincente). Il prologo le mette al tappeto. Io lo ero già da una manciata di minuti.

Con un discorso che prende le mosse da un aneddoto autobiografico, scandito da metafore calcistiche, Marco Missiroli ci introduce il genio gentile di Jonathan Safran Foer, un autore capace di affiancare << crudeltà e pietas >>, plasmando romanzi in cui uomini, donne e parole sono << ricreati attraverso il dolore >>. Che si tratti di polli da batteria, di un ritratto matrimoniale o di un padre prima dell’avvento di Bin Laden, Foer mette nei suoi scritti una carica empatica straordinaria. “Eccomi”, sin dal titolo, svela la sua natura << scomoda, inconfessabile >> e – afferma Missiroli – ci mette di fronte alla realtà di uno scrittore che, cambiando il << ruolo di gioco >>, lo fa cambiare anche a noi.

Risultato di 10 anni di gestazione e di 2 anni e mezzo di scrittura, “Eccomi” è una << dichiarazione di resistenza e di vita >> capace di gettarci << al cospetto dei nostri demoni >>. In una dimensione esistenziale lacerata da legami mal ridotti – fatale risultato di un << Occidente che è sempre più Occidente >> – “Eccomi” ha la capacità di << cambiare la traiettoria di molti scrittori >>, dosando con maestria stupefacente << ironia, vita privata e processo storico >>. Continua a leggere ““ECCOMI” E’ IL MIGLIORE ROMANZO DEL 2016. JONATHAN SAFRAN FOER INCANTA IL PUBBLICO DI MILANO.”

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Alessandro BERTANTE presenta il suo ultimo romanzo, “Gli ultimi ragazzi del secolo”

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Alessandro BERTANTE, Gli ultimi ragazzi del secolo (Giunti, € 16)

Gli ultimi ragazzi del secolo è il nuovo libro di Alessandro BERTANTE, scrittore e docente universitario nato ad Alessandria ma milanese d’adozione.

Questo romanzo autobiografico – che non si configura tuttavia come un’autobiografia tout court – racconta il viaggio che l’autore intraprese a metà degli anni ‘90 con un amico, Davide. A bordo di una FIAT Panda i due giovani viaggiarono dalla Croazia fino alla Sarajevo devastata dalla Guerra Civile, toccando con mano una realtà di distruzione e pericolo conosciuta fino a quel momento solo attraverso i Tg.

L’autore ha presentato il volume lo scorso Sabato presso la Libreria Giunti al Punto del Centro Commerciale Cremona Po. Microcosmi era presente e ha il piacere di proporvi il resoconto di questa bellissima chiacchierata!

Buona lettura!

Cosa vi spinse ad addentrarvi in una realtà così diversa da quella italiana?

Prima di tutto è bene inquadrare il contesto storico-politico che fece da scenario al nostro viaggio sulla costa dalmata e poi nella Sarajevo sventrata dalle bombe. Io e Davide abbiamo affrontato questo viaggio durante l’estate del 1996. Pochi mesi prima – nel Novembre 1995 – furono sottoscritti gli Accordi di Dayton che posero ufficialmente fine alla Guerra in Bosnia ed Erzegovina. Il testo degli accordi sanciva sostanzialmente la nascita di due entità interne allo stato bosniaco: la Federazione croato-musulmana e la Repubblica Serba.

Nel corso del viaggio, che nei nostri progetti originari doveva essere una semplice vacanza estiva all’insegna del mare e del relax, incontrammo alcuni ragazzi del luogo, uno dei quali – Edin – portava i segni evidenti della guerra che ancora imperversava nei Balcani. Ci raccontò che un colpo di mortaio gli aveva fatto perdere un braccio procurandogli inoltre delle orrende ustioni sul volto. Se davvero volevamo dare un senso a quel viaggio ozioso – ci disse – era inutile replicare l’ennesima vacanza al mare, molto meglio sarebbe stato spostarsi verso l’interno per vedere da vicino le ferite ancora aperte della guerra.

“Andate a Sarajevo, andate e guardate quello che è successo durante questi anni feroci […] Guardate le ferite delle persone, i quartieri distrutti, l’ombra nera dei roghi, i crateri delle strade, i volti dei bambini, gli orfani senza casa, ogni cosa dovete guardare”.

La mattina dopo partimmo per la Bosnia mostrando una certa incoscienza. Continua a leggere “Alessandro BERTANTE presenta il suo ultimo romanzo, “Gli ultimi ragazzi del secolo””

WU MING SI RACCONTA – Il collettivo di scrittori ha presentato “L’invisibile ovunque” all’Università statale di Milano. Ecco come è andata:

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La cover de “L’invisibile ovunque” (Einaudi 2015, € 17,50)

Mercoledì 2 Marzo l’Università Statale di Milano ha ospitato Giovanni Cattabriga e Federico Guglielmi – due degli autori del collettivo Wu Ming –  nell’ambito di un’iniziativa organizzata da LAPSUS, associazione nata nel 2007 come laboratorio universitario e attiva nell’organizzazione di eventi di carattere culturale.

Il centenario dall’inizio del primo conflitto mondiale ha offerto a LAPSUS l’occasione di riflettere con particolare attenzione sui vizi storici che continuano ad interessare la narrazione relativa alla “Grande Guerra”. Interessi legati alla propaganda politica, ipocrisie di comodo e una certa ignoranza di fondo sono infatti responsabili di una discussione sul conflitto del ’14 – ’18 talvolta insufficiente e poco attenta.

L’impegno di LAPSUS – di cui l’iniziativa che ha coinvolto il collettivo bolognese è solo uno dei risultati –  parte dal presupposto fondamentale che la storiografia non debba semplicemente incaricarsi di trovare analogie tra ciò che è stato e ciò che accade nella dimensione del presente bensì addossarsi il compito – non certo semplice – di analizzare il passato per capire l’oggi e cercare di individuare dinamiche profonde che possano aiutare a orientarsi nel futuro. Per fare ciò è indispensabile trattare i fenomeni storici da più prospettive. La storia della Grande Guerra, in quest’ottica, non è solo una storia di strategie e di battaglie – di vincitori e di vinti – ma è anche la vicenda umana e sociale di popoli stravolti da un conflitto che ebbe ricadute profonde sul sistema economico e sul regime alimentare, sulla psiche individuale e sulle dinamiche familiari. Un conflitto il cui studio deve dunque vedere finalmente all’opera più linguaggi e più discipline al contempo.

“L’Invisibile ovunque”, pubblicato da Einaudi nel 2015, rientra perfettamente nella riflessione che il centenario della Grande Guerra impone e ha il merito di trattare aspetti non convenzionali legati al conflitto. Estremamente significativo è prima di tutto il titolo scelto da Wu Ming per questa sua ultima pubblicazione. Si tratta di una citazione tratta da un componimento di Yvan Gol, riportato in esergo al volume e che qui riproponiamo perché con una sintesi magnifica e potente è in grado di dipingere la violenza penetrante della Grande Guerra:

La guerra era l’invisibile ovunque, il suo battito gonfiava le vene degli uomini, suonava con le campane dei villaggi, tuonava la notte durante la tempesta. La guerra erano i giorni del calendario. Era la cifra del secolo. Era il lamento dei poveri, la rabbia dei deboli. Era la fame. Era la morte. 

(Yvan Gol, Requiem per i morti d’Europa. Ginevra, 1917) Continua a leggere “WU MING SI RACCONTA – Il collettivo di scrittori ha presentato “L’invisibile ovunque” all’Università statale di Milano. Ecco come è andata:”

ATTUALITA’ E LIBRI – “MONDOVIATERRA” A CREMONA. EDDY CATTANEO PRESENTA IL SUO VIAGGIO INTORNO AL MONDO AFFRONTATO SENZA MAI “BUCARE IL CIELO”.

Viaggiare significa mangiare la strada, morderla. Perché il viaggio è una febbre che ti porti dentro, è un magnete di cui conosci solo un’estremità e che ti attira verso un qualcosa che ancora non intravedi. Esordisce così Eddy Cattaneo, il giovane ingegnere ambientale autore di “Mondoviaterra”, nel corso della presentazione del suo libro avvenuta sabato 13 febbraio presso la Libreria Feltrinelli di Cremona. Originario di un paesino nei pressi di Treviglio, Eddy si è trasferito in Liguria per lavoro e nel Settembre 2008 ha deciso di mollare tutto per intraprendere un’avventura elettrizzante e un po’ folle, come tutte le avventure dovrebbero essere: quella di percorrere un viaggio intorno al mondo senza mai usare aerei.

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ATTUALITA’ – Michela Marzano presenta a Cremona il suo ultimo libro “Papà, mamma e gender”. Ecco com’è andata.

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Uno scatto dell’intervento di Michela Marzano svoltosi nella Sala Virginia Carini Dainotti della Biblioteca Statale di Cremona.

Biblioteca Statale di Cremona, venerdì 5 febbraio 2016. Una sala gremita oltre le più rosee aspettative accoglie Michela Marzano, docente di filosofia morale presso l’Università di Parigi V, deputata PD e autrice di numerosi saggi. Con lei Gabriele Piazzoni – neoeletto segretario nazionale di Arcigay di origini cremonesi – Emanuela Ghinaglia – presidente di ARCI Cremona – e Ilaria Giani, attuale presidente di arcigay Cremona.
Michela Marzano, reduce da due dibattiti piuttosto accesi e movimentati svoltisi rispettivamente a Piacenza e a Milano, mette subito l’accento sulla necessità di conoscere l’esatto significato dei termini per poter affrontare una discussione centrata sui temi sviluppati nel suo ultimo libro, questioni mai come ora attualissime alla luce del dibattito pubblico e politico sulle unioni civili e sulla famigerata “stepchild adoption”. Continua a leggere “ATTUALITA’ – Michela Marzano presenta a Cremona il suo ultimo libro “Papà, mamma e gender”. Ecco com’è andata.”