MICROCOSMI SI RIFA’ IL LOOK: E’ ONLINE IL NUOVO SITO!

Il nuovo sito ufficiale di Microcosmi è online da ieri, e sostituirà l’attuale piattaforma. 

Buongiorno lettori! Ci siamo, la sorpresa di cui vi parlavamo nei giorni scorsi è finalmente pronta per essere condivisa con tutti voi! Da ieri è online il nuovo sito ufficiale di Microcosmi, ricco di scatti, recensioni, commenti e nuovi contenuti (ancora in fase di aggiornamento!).

Ecco il link 🙂 https://www.microcosmiitineraridilettura.com/

Fra una manciata di ore il nuovo sito si sostituirà definitivamente al blog, che verrà di conseguenza smantellato. Vi aspettiamo sul nuovo palcoscenico microcosmico, che è davvero bellissimo! Non fateci mancare le vostre impressioni e i vostri commenti! Troverete moltissime microrecensioni – vere e proprie ‘gocce di letteratura’ da gustare in pochi minuti – tanti approfondimenti, interviste e una novità assoluta, “Microcosmo”, che vi permetterà di interagire con noi quotidianamente!

Un abbraccio!

Federica e Francesca

CRISTOVÃO TEZZA – La caduta delle consonanti intervocaliche

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Cristovao Tezza – La caduta delle consonanti intervocaliche (Fazi Editore, € 17.50)

Bisogna organizzare i ricordi, o non darò mai alcun senso alla mia vita. Il segreto giace in qualche attimo perduto nel tempo […].

Heliseu da Motta e Silva è un docente universitario in pensione, placidamente adagiato nelle morbide pieghe di un’esistenza confortevole e blandamente abitudinaria. Lo conosciamo una mattina nella stanza da letto dell’appartamento che divide con dona Diva, domestica premurosa e, perciò, fatalmente esposta ai viscerali risentimenti di un uomo che – calpestata ormai la polverosa soglia della vecchiaia – predilige il silenzio e la solitudine a una confidenza superficiale e ciarliera. La cerimonia di ringraziamento con cui l’Università si appresta ad omaggiare l’attività e la carriera del professore si svolgerà di lì a poche ore, ed Heliseu ancora non ha messo nero su bianco le parole di circostanza con cui prenderà elegantemente commiato da un ambiente – e da una professione – che così fortemente ha condizionato la sua vita di uomo, marito e amante. Continue reading “CRISTOVÃO TEZZA – La caduta delle consonanti intervocaliche”

ANGELA CARTER -Figlie sagge

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ANGELA CARTER – Figlie sagge (Fazi Editore, €18.00)

Non appena partirono le prime note, fu più forte di noi: come se una voce ce lo avesse ordinato, non potemmo fare a meno di alzarci e iniziare a ballare. Dico ballare, ma non sapevamo come si faceva: saltellavamo e battevamo le mani a tempo.

In queste parole c’è l’essenza più vera e autentica di Dora e Nora Chance, gemelle accomunate dalla passione irresistibile per le luci della ribalta. Le conosciamo il giorno del loro settantacinquesimo compleanno, quando ormai pailettes e costumi di scena dovrebbero essere solo un luminoso ricordo di gioventù. E invece: e invece il dibattito che imperversa tra le mura casalinghe ruota attorno a una questione di gran peso, si tratta di capire che cosa indossare alla festa di papà, che di anni, proprio lo stesso giorno, ne compie cento! Una famiglia numerosa, chiassosa e non certo convenzionale, quella dove sono cresciute le gemelle Chance, nate nel lato sbagliato di una Londra tagliata in due dal freddo e metallico Tamigi. Il padre, Melchior Hazard, celeberrimo attore di teatro, si rifiutò di riconoscerle, e da giovanissime si costruirono una carriera – invero un po’ sgangherata – come starlette di teatro. Le anime della festa, quelle due, sempre pronte a far baldoria e a lanciarsi a capofitto nella mondanità londinese con aria malandrina (e con una dose non trascurabile di spirito di sopravvivenza!). Continue reading “ANGELA CARTER -Figlie sagge”

ANNA GIURICKOVIC DATO – La figlia femmina

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Anna Giurickovic Dato, “La figlia femmina” (Fazi Editore, Gennaio 2017)

Conturbante, sensuale, avvolgente e caldo come le infuocate atmosfere di Rabat, La figlia femmina, il primo romanzo di Anna Giurickovic Dato, è un piccolo scrigno delle meraviglie, capace di sorprendere il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Ambientato tra una Rabat inondata di luce e di colore e una Roma sanguigna e accogliente, il racconto si apre con un episodio che – fatalmente – è destinato a segnare l’intera narrazione, quello dell’approccio carnale di Giorgio – funzionario diplomatico di stanza nella capitale marocchina – nei confronti della figlia Maria, una bambina sveglia, dolce e perspicace. L’ingombrante segreto sarà destinato a scompaginare in modo implacabile e decisivo gli equilibri famigliari, scorrendo come un fiume carsico appena sotto il livello di una quotidianità apparentemente serena. A raccontarci la vicenda è Silvia, moglie docile e devota e madre tanto premurosa quanto incapace (o insufficientemente disposta) a raccogliere le numerose spie di allarme lanciate da Maria, imprigionata nei meccanismi subdoli di una sensibilità rara e di un corpicino florido e avvenente.

Non dorme mai. Di notte passeggia per il corridoio buio e, senza avere consapevolezza del rapporto che c’è tra il suo corpo e lo spazio, sbatte sui muri e fa rumore.

La giovanissima autrice – la cui scrittura si rivela sin da subito vivida, puntuale e incisiva – mette in scena con maestria e sicurezza la quotidianità di una famiglia oscillante tra la bonaccia di una routine agiata e la burrasca del ‘non detto’, punteggiando la narrazione di metafore felici e di indiscutibile impatto. In un sapiente alternarsi di piani temporali il cui slittamento è spesso introdotto da dialoghi spontanei e ben costruiti, assistiamo alla crescita di Maria, inevitabilmente condizionata da un turbamento interiore che si esprime in un progressivo isolamento dal mondo esterno.

Maria era solo un grumo di coperte da cui usciva un piede bianco, avvizzito.

Si disperava, soffocava le urla coprendosi la bocca con il cuscino […] Così talvolta nascondevo anche io il viso tra le ginocchia e anche io piangevo, acuendo i singhiozzi perché non si sentisse sola. Continue reading “ANNA GIURICKOVIC DATO – La figlia femmina”

NOAM CHOMSKY E ANDRE VLTCHEK -Terrorismo Occidentale

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Noam CHOMSKY e Andre VLTCHEK – Terrorismo Occidentale (Ponte alle Grazie 2015 – €  16,00). Titolo originale “On Western Terrorism. From Hiroshima to Drone Warfare”. 

Due intellettuali che hanno fatto della verità un faro e dello spirito critico – oltre che dell’onestà intellettuale – un imperativo categorico. Una serie di questioni scomode, ingombranti. Importanti. È questo lo schema su cui si articola “Terrorismo Occidentale”, trascrizione di un lungo e appassionato dialogo tra Noam Chomsky – celeberrimo linguista, intellettuale e tra i massimi portavoce della sinistra mondiale –  e Andre Vltchek, coraggioso giornalista e reporter nato e cresciuto in quello che allora era il blocco sovietico. Edito nel 2013 e disponibile nella traduzione italiana solo dall’autunno scorso, questo testo affronta alcune tra le questioni più scottanti e complesse della modernità e della contemporaneità, esponendo l’Occidente a un fuoco di fila martellante e sotto molti aspetti impietoso. Il bersaglio contro il quale i due intellettuali si scagliano è la narrazione menzognera, e perciò fraudolenta, con cui l’Occidente – prima le potenze coloniali europee e poi gli Stati Uniti –  hanno scritto la storia degli ultimi secoli. Questo lungo viaggio tra le pieghe più recondite e le verità più indicibili delle relazioni mondiali moderne e contemporanee non può che prendere avvio dalla piaga del colonialismo, un fenomeno raccontato dall’Occidente con un egoismo paternalista ed eurocentrico che gli autori condannano senza appello, portando a sostegno della loro tesi una serie di fatti e cifre francamente impressionanti e spesso taciute.

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Tra le numerosissime pubblicazioni di Noam Chomsky – che spaziano dalla linguistica alla scienza della comunicazione, passando per la sociologia e la scienza politica – troviamo anche i due titoli qui proposti. Il grande intellettuale e professore statunitense è il più eminente e prestigioso linguista vivente e nella sua lunga carriera accademica si è occupato approfonditamente anche di comunicazione, anarchismo, teoria politica e società.

Le argomentazioni dei due autori mettono in luce la cinica abilità con cui il mondo occidentale costruì di sé stesso l’immagine con cui tutt’ora si presenta al mondo, quella cioè di un universo giusto e democratico, sinceramente disposto a diffondere i suoi valori – e il benessere che ne deriverebbe – a quelle regioni del mondo a loro avviso incapaci di darsi un ordinamento civile. Ad essere messa sul banco degli imputati è la propaganda con cui il cosiddetto “mondo libero” promosse un’immagine di sé distorta anche in quanto depurata da qualsiasi verità scomoda, perché – come ribadito più volte nel testo – un uso spregiudicato della comunicazione non è tale se non prevede un altrettanto massiccio ricorso al silenzio.

noam chomsky, london dec 2002 © chris saunders
Un intenso primo piano di Noam Chomsky le cui teorizzazioni sono ormai da decenni tra le più studiate e apprezzate dai linguisti e intellettuali di tutto il mondo. Oltre alla sua intensa attività saggistica teorica e accademica Chomsky è diventato nel corso della sua vita uno dei punti di riferimento della sinistra internazionale.

Quello di Chomsky e Vltchek è un dialogo che tocca la storia – quella ufficiale al pari di quella nascosta – non solo dell’Occidente ma anche di numerose regioni del mondo, contemplando realtà come quella cinese e latino-americana che suscitano in loro una certa speranza e fiducia. Ciò che emerge dalla lettura di questo dialogo potente e certamente complesso per i temi che si propone di affrontare è una visione della storia delle relazioni mondiali in cui un posto non certo marginale è occupato dall’ideologia, responsabile quest’ultima di una narrazione inevitabilmente poco serena ma non per questo meno degna di considerazione. “Terrorismo Occidentale” si propone dunque come un testo forte, provocatorio e di indubbio impatto culturale ed emotivo sul lettore. Ad appannare il potenziale dirompente del testo è tuttavia una certa autoreferenzialità, emblematica nelle continue espressioni di accordo e di assenso con cui i due interlocutori alternano i turni di dialogo.

Microcosmi – Federica Pedroni

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Coautore del saggio che abbiamo voluto presentarvi oggi – nonché eccellente interlocutore di Chomsky – è Andre Vltchek, saggista e reporter apprezzato per il suo coraggio e la sua ferma volontà di operare in teatri politicamente scomodi e socialmente instabili. Le sua attività di giornalista e studioso hanno interessato l’intero continente, rendendolo uno dei professionisti più stimati nel suo ambito di attività.

ELIZABETH STROUT – Mi chiamo Lucy Barton.

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Elizabeth STROUT – Mi chiamo Lucy Barton (Einaudi 2016, € 17,50)

Quella di Lucy Barton è una storia di umiliazioni e di povertà, di miseria e di privazioni. Una storia di isolamento fisico e culturale che lascia progressivamente – e faticosamente – il posto a un avvenire che rappresenta un parziale ma importantissimo riscatto rispetto al periodo tormentato di un’infanzia traumatica e perciò impossibile da dimenticare. Quella che Lucy ci narra è la storia che la vide protagonista anni prima, quando in seguito ad un’operazione fu costretta ad una lunga degenza in ospedale, dovuta alle complicazioni insorte dopo l’intervento. La lontananza dalle due figlie e dal marito – quasi mai presente al suo capezzale – e la sostanziale incapacità di scorgere dalle parole dei medici delle indicazioni certe circa il suo stato di salute fiaccarono ulteriormente quella giovane donna, ridotta ormai a pelle e ossa dalla malattia e dall’isolamento a cui quest’ultima l’aveva obbligata. Un giorno, con grande sorpresa di Lucy, comparve nella sua stanza la madre, che ormai da molti anni non faceva più visita alla figlia. Per cinque giorni e cinque notti in quella stanza di ospedale da cui si vedeva in tutta la sua scintillante bellezza il grattacielo Chrysler le due donne intrattennero una conversazione fatta di confessioni e silenzi, di racconti futili e di allusioni al loro doloroso passato, una chiacchierata profondamente intima e vera, come solo quella tra una madre e una figlia potrebbe – dovrebbe – essere.

<< […] mia madre cominciò a raccontarmi aneddoti di persone che avevo conosciuto molto tempo prima. Parlava in un modo che non ricordavo, come se parole, sentimenti e osservazioni le si fossero accalcati dentro per anni e adesso le uscissero in un sussurro disinibito >>.

Lo splendido romanzo di Elizabeth Strout – costruito con mirabile equilibrio di stile e con una grazia difficile da dimenticare – si incardina su questo emozionante dialogo, a cui si alternano brevi capitoli in cui Lucy racconta la sua infanzia e la sua giovinezza.

Cresciuta con i genitori e i fratelli in un piccolissimo paesino dell’Illinois, Lucy aveva trascorso un’infanzia totalmente priva di qualsivoglia comodità: niente vicini di casa con cui conversare, niente TV e niente libri, poco cibo in tavola e un’atmosfera di lugubre isolamento ad accompagnare ogni giornata.

<< Nel bel mezzo dei campi di granturco c’era un albero isolato di strabiliante potenza. Per molti anni lo considerai mio amico; sì, un mio amico >>.

La sua casa per undici lunghi anni fu uno squallido garage che nei mesi invernali diventava una prigione ghiacciata, tanto da suscitare in Lucy un terrore istintivo e incontrollabile per la sensazione di freddo. Fu grazie ad un’insegnante che l’esistenza stentata di Lucy Barton prese una piega diversa, indirizzandosi su binari che l’avrebbero condotta alle soglie dell’età adulta con una consapevolezza di sé e del mondo ben più profonda di quella che la sua infanzia miserrima le aveva riservato. Continue reading “ELIZABETH STROUT – Mi chiamo Lucy Barton.”

DIEGO DE SILVA – Terapia di coppia per amanti.

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Diego De Silva – Terapia di coppia per amanti (Prima Ed. Einaudi – Ottobre 2015)

Brillante, ironico, sfacciatamente divertente grazie ad una verve paradossale e sfrontata che contraddistingue tutti i romanzi di Diego De Silva. “Terapia di coppia per amanti” è un tuffo nelle contraddizioni e nelle idiosincrasie di Modesto e Viviana, protagonisti di una lettura che travolge e coinvolge per la sua freschezza contagiosa. Fascinoso musicista affetto da un’inguaribile “incontinenza ironica” lui, avvenente e capace professionista, moglie e madre lei, Modesto e Viviana ci sembra di conoscerli da una vita, tanto l’autore li caratterizza con maestria e facilità di scrittura.

Gli eroi di questa commedia sgangherata e profonda insieme intrattengono ormai da tempo una relazione clandestina, all’insaputa (o forse no) dei rispettivi coniugi e figli. Tra impegni lavorativi, incombenze casalinghe e inconvenienti dell’ultima ora, Vivi e Mode (così si riferiscono l’uno all’altra i due inediti piccioncini raccontati da De Silva) trovano sempre il modo di incontrarsi e di riversare sull’altro la loro passione. Poco importa se la vita di un amante è una faticaccia, importa ancor meno (forse) se il luogo prescelto per incontrarsi non è esattamente una dimora di lusso incastonata tra le colline ma un motel o, peggio, una delle innumerevoli rotonde che spezzano la monotonia delle strade cittadine. L’importante per loro è mantenere viva una relazione di cui non sanno fare a meno.

“I genitori sono uffici stampa, servizio transfer, assistenza scolastica, psicologica e legale h24 […] la vera ansia da prestazione dell’uomo moderno non è sessuale ma genitoriale”.

“La sua figura intera è un’unica promessa sessuale, ogni linea, ogni curva, ogni duna del suo corpo allude e un attimo dopo ritratta, si offre e si nega dispettosamente in un gioco di seduzione che presuppone il tuo abbandono incondizionato”.

Attraverso un avvicendarsi di capitoli che danno la parola prima all’uno poi all’altra, Diego De Silva ci fa strada attraverso i dubbi e le nevrosi dei due protagonisti che, manco a dirlo, sono portatori sani di una facoltà di pensiero che si esprime in modalità nettamente opposte. Se Modesto tende irrimediabilmente alla semplificazione e alla sdrammatizzazione di qualsiasi fatto, Viviana è invece istintivamente incline a vedere il risvolto problematico delle situazioni. La sua è un’insofferenza serpeggiante per la clandestinità di una relazione che lei vorrebbe vedere finalmente più serena e libera di esprimersi, una relazione che non può diventare altro da ciò che è fintanto che entrambi non prenderanno la decisione fatale e non certo semplice di buttare all’aria le loro rispettive famiglie.

“E vai avanti di questo passo per ore […] finché ti guardi nello specchio […] e ci trovi la donna che speravi tanto di non essere, nevrotica, insicura, rancorosa, e capace di una malafede di cui sei la prima a vergognarti, quando la riconosci in te”. 

“Modesto è un professionista dell’archiviazione. La cosa che gli riesce meglio, oltre a suonare, è accantonare i problemi. È il tipo d’uomo per cui la felicità è sempre un’occasione, quindi quando gli capita non sta a guardare il prezzo, e non gl’importa di ritrovarsi indebitato”. Continue reading “DIEGO DE SILVA – Terapia di coppia per amanti.”

STEFAN ZWEIG – Lettera di una sconosciuta.

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Stefan ZWEIG – Lettera di una sconosciuta (Adelphi 2009, € 9)

E’ di ritorno da una breve vacanza rigenerante che l’eccellente e fascinoso romanziere protagonista di questo breve romanzo riceve la lettera a cui il titolo fa riferimento. Ad attirare l’attenzione dell’uomo, che proprio quel giorno festeggiava i quarantuno anni di età, fu innanzitutto la grafia della missiva, una grafia sconosciuta e femminile. L’intera narrazione è occupata dal contenuto di quella lettera inaspettata e sorprendente tanto per i toni – incredibilmente appassionati e dolenti – quanto per il  contenuto, emozionante nella sua semplicità.

A scrivere quella lettera fu una donna giunta ormai al crepuscolo della sua vita, e spinta – proprio dalla condizione di estrema precarietà psicofisica – a confessare i segreti che per un’intera vita aveva gelosamente serbato nel suo cuore. Solo in quel momento, al capezzale del suo unico figlio morto tra gli spasmi della febbre, la donna si era decisa a liberarsi del fardello che per tutta una vita si era portata appresso. Un fardello intessuto di amarezza e di dolore, ma anche di un amore straordinario e infinitamente puro. Una passione suprema, che molti anni prima aveva fatto precipitare quella giovane creatura nel suo fatale destino come in un abisso.

Ieri il mio bambino è morto – e adesso mi sei rimasto solo tu al mondo, solo tu che di me nulla sai. […] mi sei rimasto solo tu, che mai mi hai conosciuta e che io ho sempre amato.

Voglio raccontarti l’intera mia vita, questa vita che cominciò davvero soltanto il giorno in cui ti conobbi.

Molti anni prima, quando era solo una bambina come tante cresciuta in una zona umile di Vienna, aveva visto la sua vita cambiare repentinamente con l’arrivo di un nuovo vicino di casa – il romanziere destinatario della lettera che costituisce il cuore pulsante di questo breve e sublime racconto. La sua infantile e ingenua curiosità fu istantaneamente attratta dagli oggetti di proprietà dell’uomo misterioso prima ancora che dalla sua figura.

Ancor prima che tu fossi entrato nella mia vita, eri già avvolto in un nimbo, in un’aura di ricchezza, originalità e mistero. Continue reading “STEFAN ZWEIG – Lettera di una sconosciuta.”

SARA RATTARO  – Splendi più che puoi

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Sara RATTARO – Splendi più che puoi (Garzanti, Marzo 2016 – € 16,40)

Emma è una ragazza come tante. Giovane, solare e piena di energia. Un giorno conosce Tommaso, il compagno della madre di una sua compagna di classe. Quell’uomo di gran lunga più grande di lei la affascina all’istante, con la sua bellezza magnetica e fascinosa. La sua cotta ingenua non rimane senza risposta, Tommaso la tratta come un’adulta dimostrandole un sincero interessamento, fino a quando decide di intraprendere una relazione con lei. Una storia complicata, che ha contro tutto e tutti, per primi  i genitori di Emma, comprensibilmente preoccupati per il futuro della figlia. Troppo pericoloso legarsi sentimentalmente a un adulto, inaccettabile lasciare gli studi per buttarsi a capofitto in una storia che a tutti sembrava senza futuro.

“…mi annegò nella nostra storia d’amore. Di lì a poco mi sarei trovata in una tempesta inimmaginabile per una ragazza di nemmeno vent’anni”.

“…mi sentivo la padrona indiscussa della mia vita”.

La determinazione di Emma però sovrasta ogni polemica e la convivenza con Tommaso procede a gonfie vele per dieci anni, fino a quando arriva la doccia fredda. “Non ti amo più”: poche semplici parole che trapassano il cuore come una lama. Confusione, tormento e incredulità si fanno strada nella mente di Emma, che con fatica si rimette in piedi mantenendo viva la speranza di un passo indietro da parte di Tommaso.

“I conti erano troppo crudeli per tornare. […] Io annegavo tra la voglia di rivalsa e il desiderio di una spiegazione plausibile. Che non esisteva”.

È in questa fase di impasse che Emma conosce Marco, un vero gentlemen all’apparenza. Un uomo che la lusinga con galanterie e sorprese, e che le fa dimenticare a poco a poco il colpo infertole da Tommaso. Nella mente della giovane protagonista magistralmente raccontata da Sara Rattaro torna a scorrere quell’energia  ineffabile e potente che rende le donne padrone del proprio destino, quell’energia che alimenta l’autostima e l’indipendenza, che fa sorridere e affrontare i mille impegni quotidiani.

“…avrei dato alla mia vita una nuova occasione. Dovevo almeno provarci. Sarei tornata a decidere di me”. Continue reading “SARA RATTARO  – Splendi più che puoi”

SARA RATTARO – Un uso qualunque di te.

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SARA RATTARO – Un uso qualunque di te (Giunti 2012).

Una chiamata nel cuore della notte. Una chiamata a vuoto. E poi un messaggio, di quelli che in poche semplici parole sanno gelarti il sangue nelle vene. Viola si riveste in fretta, frastornata e confusa sale in macchina percorrendo le strade ancora semideserte mentre sulla città si sollevano le luci di un giorno che marcherà una cesura profonda e irreversibile nella sua vita intessuta di bugie, di reticenze e di tentazioni assecondate.

La città mi dorme sopra, sopra di me e al mio viaggio, al senso di colpa e alla paura che mi si spalma lentamente sulla pelle.

Servono due persone per fare una bugia. Chi la racconta e chi l’ascolta.

Carlo. Ospedale, Raggiungimi. Nessun dettaglio, nessuna rassicurazione. Solo l’angoscia, e l’istinto che ti porta nell’ospedale giusto.

Carlo sapeva come perdermi perché sapeva dove andare a cercarmi.

La doccia fredda arriva dopo un’attesa estenuante, pochi minuti che a Viola sembrano secoli, perché intrisi di rimpianto e di paura, di sconforto e di interrogativi senza risposta. Luce. Luce è in pericolo. Dopo una serata fuori dalle righe rischia di perdere la vita e necessita di un trapianto. A donarle una seconda volta la vita non può tuttavia essere Carlo, il padre amorevole e premuroso che l’ha sempre ricoperta di affetti. Gli esami parlano chiaro. Carlo non è il padre biologico di Luce.

Ogni giorno che il cielo ha mandato in terra ho avuto una sola convinzione, che Carlo mi amasse più della sua vita […] Carlo mi amava come si amano le persone malate, senza chiedere né pretendere, ma soprattutto senza mai realizzare fino in fondo che io malata non ero. Ascoltava i miei silenzi senza mai chiedermi cosa stessi pensando.

Per Viola inizia un lento e logorante raffronto con la realtà, e con quella verità che a lungo si era portata nel cuore. La leggerezza di un amore appassionato e clandestino, la scoperta della gravidanza e il futuro con Carlo, che non aveva mai sospettato nulla. Continue reading “SARA RATTARO – Un uso qualunque di te.”