CRISTOVÃO TEZZA – La caduta delle consonanti intervocaliche

tezza-foto-1
Cristovao Tezza – La caduta delle consonanti intervocaliche (Fazi Editore, € 17.50)

Bisogna organizzare i ricordi, o non darò mai alcun senso alla mia vita. Il segreto giace in qualche attimo perduto nel tempo […].

Heliseu da Motta e Silva è un docente universitario in pensione, placidamente adagiato nelle morbide pieghe di un’esistenza confortevole e blandamente abitudinaria. Lo conosciamo una mattina nella stanza da letto dell’appartamento che divide con dona Diva, domestica premurosa e, perciò, fatalmente esposta ai viscerali risentimenti di un uomo che – calpestata ormai la polverosa soglia della vecchiaia – predilige il silenzio e la solitudine a una confidenza superficiale e ciarliera. La cerimonia di ringraziamento con cui l’Università si appresta ad omaggiare l’attività e la carriera del professore si svolgerà di lì a poche ore, ed Heliseu ancora non ha messo nero su bianco le parole di circostanza con cui prenderà elegantemente commiato da un ambiente – e da una professione – che così fortemente ha condizionato la sua vita di uomo, marito e amante. Il pensiero degli appuntamenti che lo attendono, certamente più densi di emozioni rispetto alle scialbe giornate di quieta pigrizia a cui l’età lo sta abituando, generano in Heliseu una catena di pensieri e suggestioni che costituiscono l’ossatura dell’intera narrazione.

Venne raggiunto dall’aroma del caffè e una rapida organizzazione di cause ed effetti gli fece subito immaginare dona Diva che spuntava sulla soglia per fargli una domanda oggettiva, o così o cosà, come sempre erano le sua domande, cosa che rarissimamente gli era capitata in aula, nel corso di quarant’anni di docenza.

Cristovão Tezza ci porta a spasso nella mente di un uomo solo e fiaccato dal tempo, fatalmente costretto a fare i conti per tutta una vita con l’ammirazione ossequiosa di colleghi e studenti e perciò incagliato nei meccanismi di un’etichetta fatta di misura, formalità e ostentato rispetto delle regole. Ma cosa passa davvero nella mente di un uomo che, al termine di una carriera dedicata alla linguistica e ai suoi meccanismi diacronici, è chiamato ora a calibrare minuziosamente parole ed emozioni di fronte ad una platea che non si preannuncia certo sparuta? Ecco allora che i pensieri di Heliseu si arruffano come le coperte che non vuol sapere di scostarsi di dosso nonostante l’ora tarda e, increspandosi, lasciano affiorare con imprevedibile spontaneità immagini di un passato lontano eppure, a tratti, così vivido. Il filo del racconto si dipana lento ma inesorabile, mostrandoci un uomo che – guardandosi allo specchio dopo una nottata dal sonno inquieto – scorge improvvisamente sul suo volto i solchi di un passato ben più tormentato rispetto alle apparenze. Di fronte agli occhi di Heliseu, ancora annebbiati da un intorpidimento che di andarsene non vuole proprio saperne, scorrono così le istantanee di una vita impastata di doloroso avvilimento e pietosa solitudine. La presenza rassicurante di una moglie, il frizzante diversivo di una giovane amante, la solidità di una posizione lavorativa tanto elogiata quanto invidiata non bastano a sovrastare le ombre di un figlio la cui lontananza aveva ben presto assunto i toni dell’ostilità e le subdole guerre silenziose ingaggiate nei suoi confronti da colleghi e amici presunti.

Ci saranno una quantità di non-detti […] e io dovrò riempirli con qualche sostanza di verità […]. Certo, non avrebbe potuto parlare della sua vita privata, ma quella lo investiva a ogni svolta del pensiero, tornava a lui come una bestia indomita, avrebbe voluto lanciarla lontano […]. 

Questo romanzo delizia e sorprende con una narrazione frammentata e originale, continuamente sfrangiata dall’incursione di gustose divagazioni e monologhi interiori. Tra le pagine di questo capolavoro di arguzia e introspezione trovano spazio la storia latinoamericana e l’attualità giornalistica, la psicanalisi e l’umanità più vera di ognuno di noi, in un continuo slittamento e avvicendamento di piani temporali e di nuclei di senso. Lo stile imprevedibile, stimolante e sottilmente ironico di Cristovão Tezza – tra i più apprezzati intellettuali sudamericani, pluripremiato come scrittore, giornalista e docente – ci induce a riflettere sulla nostra esistenza con acuminata franchezza e inderogabile nostalgia, alla maniera di Heliseu.

Infilò il foglietto in tasca, soddisfatto, e corse un’ultima volta allo specchio, attardandosi forse un attimo di troppo.

Microcosmi – Federica Pedroni

tezza-foto-2
Il retrocopertina del libro, la cui prima edizione è stata pubblicata da Fazi Editore nel luglio 2016 all’interno della collana “Le Strade”. 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...