ANGELA CARTER -Figlie sagge

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ANGELA CARTER – Figlie sagge (Fazi Editore, €18.00)

Non appena partirono le prime note, fu più forte di noi: come se una voce ce lo avesse ordinato, non potemmo fare a meno di alzarci e iniziare a ballare. Dico ballare, ma non sapevamo come si faceva: saltellavamo e battevamo le mani a tempo.

In queste parole c’è l’essenza più vera e autentica di Dora e Nora Chance, gemelle accomunate dalla passione irresistibile per le luci della ribalta. Le conosciamo il giorno del loro settantacinquesimo compleanno, quando ormai pailettes e costumi di scena dovrebbero essere solo un luminoso ricordo di gioventù. E invece: e invece il dibattito che imperversa tra le mura casalinghe ruota attorno a una questione di gran peso, si tratta di capire che cosa indossare alla festa di papà, che di anni, proprio lo stesso giorno, ne compie cento! Una famiglia numerosa, chiassosa e non certo convenzionale, quella dove sono cresciute le gemelle Chance, nate nel lato sbagliato di una Londra tagliata in due dal freddo e metallico Tamigi. Il padre, Melchior Hazard, celeberrimo attore di teatro, si rifiutò di riconoscerle, e da giovanissime si costruirono una carriera – invero un po’ sgangherata – come starlette di teatro. Le anime della festa, quelle due, sempre pronte a far baldoria e a lanciarsi a capofitto nella mondanità londinese con aria malandrina (e con una dose non trascurabile di spirito di sopravvivenza!).

Eravamo solo due ragazzine, ma capimmo presto come girava. Avevamo le nostre borsettine con il portacipria dorato e il piumino; in caso di dubbio ci incipriavamo il naso, tanto per guadagnare tempo e pensare a una risposta spiritosa.

Angela Carter ci racconta la crescita e la carriera delle gemelle Chance con un’ironia irresistibile e scoppiettante, ricreando mirabilmente l’atmosfera di un mondo in cui il piacere dell’effimero, il lusso ostentato e la gioia di vivere non erano certo dei tabù. Tra slittamenti di identità, esilaranti giochi di seduzione e intrecci adulteri gustosissimi trova spazio, in questo sorprendente romanzo, anche l’alta letteratura. È nientemeno che William Shakespeare, infatti, a vegliare sulla grande famiglia degli Hazard come un vero nume tutelare e la narrazione è, non a caso, costellata di riferimenti al grande drammaturgo inglese. La vita di Dora e Nora trascorre in un vorticoso e funambolico turbinio di feste a sorpresa, spettacoli e fughe insospettate, in una carambola di emozioni ed eventi che non sempre hanno la meglio sui ricordi d’infanzia – segnati da una povertà quasi leggendaria – e su un irrinunciabile fardello di malinconia.

Aprendo il guardaroba, ci guardammo ondeggiare nelle porte a specchio, come in uno stagno di polvere, e, per una frazione di secondo, un po’ sfocate, sembravamo davvero tornate ragazze.

Impossibile non farsi trascinare dal ritmo incalzante di questo romanzo, capace di affiancare citazioni classiche (numerosissime e puntuali) e godibilissime scene di riso con la verve di una pièce comica e la profondità di un’opera moderna.

Adesso mi rendo conto che quell’anno eravamo à la mode, perché avevamo qualcosa di piccante, di nuovo; c’è uno stile che si acquisisce solo nascendo nel lato sbagliato della città, e il nostro era un fascino ossuto, di gatto randagio […].

Sembravamo due bambine che si fossero travestite da grandi per andare in città e, tale era la nostra innocenza, lo champagne che ci offrivano si trasformava in gassosa non appena sfiorava le nostre labbra di bimbe, un po’ carine e un po’ sciocche.

Il lessico barocco, imprevedibile e brioso di Angela Carter non vi darà tregua e – in alcuni passaggi – vi richiederà una discreta dose di memoria e di attenzione, data la mole di personaggi e l’incessante ritmo con cui entrano ed escono dalla scena.

Brioso come un party in maschera (interrotto da un formidabile incendio, s’intende), scoppiettante e forsennato come un pezzo di bravura da palcoscenico, frizzante come lo champagne che tracima dai calici nelle serate che più di tutte ritornano alla mente, “Figlie sagge” è una giostra da cui non vorresti più scendere, un mirabolante (e saggio!) inno all’entusiasmo e alla gioia di vivere, un capolavoro di arguzia e intellettualismo che lascia interdetti per la sua brillante vivacità.

Microcosmi – Federica Pedroni 

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Il retrocopertina di “Figlie sagge” (I edizione: Maggio 2016)

 

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