Annie Ernaux- L’altra figlia

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Annie Ernaux è una scrittrice molto amata nel panorama culturale francese, la sua vita è stata il moto creativo che l’ha condotta a scrivere brevissimi romanzi autobiografici, fondando così un particolare e insolito genere narrativo.

L’altra figlia è una lettera alla sorella mancata in tenera età e mai conosciuta dalla scrittrice. Gelosia, confronto, orgoglio, segreti celati per fino a se stessi affiorano con una sincerità disarmante. La scrittura diviene strumento di consapevolezza e di conoscenza. Annie Ernaux si mette a nudo di fronte ai lettori ma principalmente di fronte a se stessa, interiorizzando progressivamente che la sua esistenza è inevitabilmente legata alla morte e al dolore.

Può dunque la felicità scaturire dalla disperazione? Interrogativi esistenziali trascendono la realtà particolare e offrono uno spaccato sulla società contemporanea francese.

Una lettura assolutamente consigliata 😀

“Vengo paragonata, io che ero l’incomparabile, la figlia unica. La realtà è questione di parole, sistema di esclusioni. Più/Meno. O/E. Prima/Dopo. Essere o non essere. La vita o la morte”.

Annie Ernaux, L’altra figlia. L’Orma editore, 8,50€

Francesca Vergani – Microcosmi

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ANNA GIURICKOVIC DATO – La figlia femmina

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Anna Giurickovic Dato, “La figlia femmina” (Fazi Editore, Gennaio 2017)

Conturbante, sensuale, avvolgente e caldo come le infuocate atmosfere di Rabat, La figlia femmina, il primo romanzo di Anna Giurickovic Dato, è un piccolo scrigno delle meraviglie, capace di sorprendere il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Ambientato tra una Rabat inondata di luce e di colore e una Roma sanguigna e accogliente, il racconto si apre con un episodio che – fatalmente – è destinato a segnare l’intera narrazione, quello dell’approccio carnale di Giorgio – funzionario diplomatico di stanza nella capitale marocchina – nei confronti della figlia Maria, una bambina sveglia, dolce e perspicace. L’ingombrante segreto sarà destinato a scompaginare in modo implacabile e decisivo gli equilibri famigliari, scorrendo come un fiume carsico appena sotto il livello di una quotidianità apparentemente serena. A raccontarci la vicenda è Silvia, moglie docile e devota e madre tanto premurosa quanto incapace (o insufficientemente disposta) a raccogliere le numerose spie di allarme lanciate da Maria, imprigionata nei meccanismi subdoli di una sensibilità rara e di un corpicino florido e avvenente.

Non dorme mai. Di notte passeggia per il corridoio buio e, senza avere consapevolezza del rapporto che c’è tra il suo corpo e lo spazio, sbatte sui muri e fa rumore.

La giovanissima autrice – la cui scrittura si rivela sin da subito vivida, puntuale e incisiva – mette in scena con maestria e sicurezza la quotidianità di una famiglia oscillante tra la bonaccia di una routine agiata e la burrasca del ‘non detto’, punteggiando la narrazione di metafore felici e di indiscutibile impatto. In un sapiente alternarsi di piani temporali il cui slittamento è spesso introdotto da dialoghi spontanei e ben costruiti, assistiamo alla crescita di Maria, inevitabilmente condizionata da un turbamento interiore che si esprime in un progressivo isolamento dal mondo esterno.

Maria era solo un grumo di coperte da cui usciva un piede bianco, avvizzito.

Si disperava, soffocava le urla coprendosi la bocca con il cuscino […] Così talvolta nascondevo anche io il viso tra le ginocchia e anche io piangevo, acuendo i singhiozzi perché non si sentisse sola. Continua a leggere “ANNA GIURICKOVIC DATO – La figlia femmina”